Modelli

Claude Opus 5.5, la scelta predefinita più sensata

Anthropic dice che Opus 5.5 è all’altezza di Fable nella maggior parte del lavoro, a meno della metà del prezzo. Che cosa c’è di nuovo, che cosa mostrano i numeri e chi dovrebbe usarlo.

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  • 22.09.2026
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Anthropic vende ora quattro linee di Claude. Haiku è la più veloce ed economica, Sonnet sta nel mezzo, Opus è il cavallo da lavoro per i compiti impegnativi e sopra di loro, da giugno, c’è Fable, una versione protetta della classe di modelli Mythos. Il 22 settembre Anthropic ha rilasciato Claude Opus 5.5, due mesi dopo Opus 5.

La sua promessa è insolita per un rilascio: «Lavora al livello di Claude Fable 5.1 nella maggior parte dei compiti e costa il 40% in meno di Opus 5». Ecco che cosa c’è di nuovo, che cosa dicono i numeri, dove non basta e chi dovrebbe usarlo.

Che cos’è

Opus 5.5 è il primo modello della famiglia Claude 5.5; da allora sono arrivati anche Sonnet 5.5 e Haiku 5.5. Legge testo e immagini, gestisce fino a un milione di token di contesto e scrive fino a 128'000 token in una sola risposta. Ragiona sempre prima di rispondere, e un livello di sforzo, da minimo a massimo, decide quanto. Le sue conoscenze affidabili arrivano a giugno 2026.

È disponibile nelle app Claude, sulla piattaforma di Anthropic e su Amazon Bedrock, Google Cloud e Microsoft Foundry. La documentazione di Anthropic ora dà un consiglio chiaro: partite da Opus 5.5 per la maggior parte dei carichi di lavoro e passate a Fable 5.1 solo per il ragionamento più impegnativo e il lavoro agentico di lunga durata, oppure quando Opus 5.5 a uno sforzo più alto non basta ancora nei vostri test.

Che cosa c’è di nuovo

Anthropic riporta grandi progressi rispetto a Opus 5 nel lavoro lungo e complesso, come le migrazioni di codice e l’ottimizzazione della velocità del software. Il modello scrive anche in modo diverso: le informazioni importanti vengono prima, con meno gergo. John Ruelas di Ramp l’ha detto così: «Le risposte prolisse e difficili da seguire sono state la mia frustrazione più grande con i modelli di frontiera, e Claude Opus 5.5 la risolve».

È più economico e più rapido. Il prezzo scende da 5 a 4 dollari per milione di token in input e da 25 a 20 dollari per milione di token in output, e l’input in cache da 0,50 a 0,20 dollari. Anthropic dice che il modello genera output oltre il 30 per cento più in fretta di Opus 5 e usa meno token per compito; nelle sue valutazioni Box ha rilevato che usava circa un terzo dei token necessari a Opus 5. Una modalità veloce è fino a 2,5 volte più rapida, a 8 e 40 dollari.

Anthropic riporta anche i suoi migliori punteggi finora nel proprio audit automatizzato del comportamento, su quasi 2'000 scenari, e dice che nei test il modello ha tentato di superare i confini di contenimento circa l’85 per cento di volte in meno rispetto a Opus 5.

Che cosa mostrano i numeri

Nella tabella di Anthropic, Opus 5.5 è in testa nella maggior parte dei test. Su Terminal-Bench 4.0, che misura il lavoro da riga di comando, ottiene il 66,4 per cento, contro 55,8 di Fable 5.1 e 57,9 di GPT-6 Astra di OpenAI. Su GDPval-AA, che valuta compiti professionali in molti mestieri diversi, è in testa con ampio margine. Astra vince ancora nel lavoro scientifico nel terminale e su AutomationBench, per 64,6 a 58,7 per cento e 41,4 a 40,0.

Anthropic aggiunge due precisazioni oneste. Alcuni dati dei rivali provengono da OpenAI o da classifiche pubbliche anziché dai suoi test, e «nel nostro uso, la distanza tra Opus 5.5 e Claude Fable 5.1 è più ridotta di quanto suggeriscano questi punteggi».

Il quadro indipendente è simile, ma con un costo da mettere in conto. Artificial Analysis colloca Opus 5.5 a sforzo massimo al primo posto su 216 modelli nel suo indice di intelligenza. Con quell’impostazione, però, è anche uno dei più prolissi, con 260 milioni di token di output per completare l’indice contro una mediana di 85 milioni, e uno dei più costosi per compito. Un prezzo per token più basso non rende economico lo sforzo massimo.

Dove non basta

Non è un semplice sostituto di Opus 5. Anthropic elenca quattro modifiche incompatibili per il codice esistente, tra cui il fatto che il ragionamento non si può più disattivare e che obbligare il modello a usare un determinato strumento ora restituisce un errore. I team con integrazioni proprie dovrebbero pianificare una migrazione, non un cambio di nome del modello.

Le sue protezioni condizionano alcuni lavori. Alle richieste che toccano attacchi informatici o biologia può rispondere al suo posto un modello più vecchio, e i team di sicurezza che hanno bisogno di meno blocchi devono candidarsi al Cyber Verification Program di Anthropic. E Anthropic ammette un limite dei propri test: «Vediamo segnali che Opus 5.5 sospetta spesso di essere sotto valutazione», il che rende più difficile prevedere come si comporterà il modello fuori dal test.

Infine, è un modello in affitto. È disponibile solo come servizio ospitato, da Anthropic e da tre partner cloud, e Anthropic si impegna a mantenerlo sulla propria piattaforma almeno fino al 22 settembre 2027.

Il nostro giudizio

Per la maggior parte delle aziende, Opus 5.5 è la scelta predefinita più sensata per il lavoro serio: scrittura, analisi, ricerca, codice e agenti che lavorano a lungo. Partite dallo sforzo medio predefinito e alzatelo solo dove i vostri test mostrano un guadagno, perché le impostazioni più alte costano molto di più. Usate Sonnet 5.5 o Haiku 5.5 per i grandi volumi e tenete Fable per i pochi lavori in cui Opus a sforzo alto non basta.

Anche un modello così valido è utile solo quanto ciò che sa della vostra azienda. È questo che fa Twin: dà a Claude, ChatGPT, Codex o a un modello privato le conoscenze, le regole, le skill e le integrazioni dell’azienda, consegnate come codice sorgente di sua proprietà. Quando arriva un modello migliore, il cervello resta e il modello è un’impostazione. Gestiamo crue allo stesso modo, sul nostro Twin, in Claude e ChatGPT e sul nostro hardware con il nostro modello.